Conto finché farà zero

Tengo il tempo con il piede, seguo il ritmo, non lo perdo.

Conto senza sommare, a ritroso verso il giorno in cui sarò pensiero.

Disegno quadri delle stagioni che ho attraversato, con i colori che il mio corpo ha indossato.

Guardo in silenzio i miei pensieri adulti combattere fra saggezza e ingenuità, ma nessuno vince.

Ingoio, come latte un neonato, la vita che passa, per cercare di dormire sonni sereni.

Conto senza sommare finché farà zero, ed io sarò stato l’uomo che avrò voluto essere

Disegno un paesaggio

Come si disegna un bel paesaggio?

Ecco, qui metterò un fiume. Scorre lungo e liscio, quasi appoggiato delicatamente sul terreno. Come i tuoi capelli distesi sulla schiena.

Bene. Qui metterò delle colline dalle punte morbide e sinuose, ed una sole che ne illumana la sagoma. Come il raggio bianco che entra ora dalla finestra e segue malizioso il contorno dei tuoi seni.

Ora un grande campo, piatto e verde. Sembra muoversi accarezzato da un  vento innamorato. Come la tua pancia che sento respirare piano sotto la mia testa indolente e affrancata.

Ora due lunge strade assottigliate dalla prospettiva, di quelle da percorrere a tutta velocità in bicicletta. Come le tue gambe sulle quali corrono ora le mie mani ansiose.

E dove le due strade si incontrano, un bosco. Di quelli che non fanno paura, in cui ti senti insieme perso e protetto. Come quello in cui mi porti a respirare e a ritrovare me stesso dentro di te.

Come si disegna un bel paesaggio? Guardandoti dormire.