Spazio vuoto

Una domanda che non anela nessuna risposta.

Un eco rimbomba circolare mentre si allontana.

Sospeso fra una nota e l’altra nella melodia che ti racconta.

Falso ricordo di esistere da sempre.

La mano collassa sul tavolo in attesa di parole che non vogliono concedersi.

Ed un perdono non sarà ottenuto.

L’anima non si acquieta come una bruciatura sotto acqua fredda.

Arredare il vuoto per abitarlo, ecco cosa fare.

Come l’acqua nelle mani

Come l’acqua nelle mani.

Gentile ti rinfresca,

accudente ti lava,

premurosa placa la tua sete.

Il suo suono inebria, il movimento ritmato ti culla.

Maestra di vita ti rispecchia,

ma troppo sincera e feroce per celare il dolore che nascondi dietro gli occhi.

Immergi i piedi, lei non dirà di no,

“cerca ristoro, senza fare domande, abbandonati” ti sussurrerà all’orecchio.

Ti lascerà sprofondare in lei come una dolce amante,

la sentirai abbracciarti, colmare ogni tuo spazio, inebriarti e poi calmarti.

Come l’acqua nelle mani.

Non resta mai con con te,

scivola via fra le pieghe della tua mano impotente.

Non è tua, non puoi dominarla,

ne convincerla o negoziare.

C’è stata, ma non si ferma,

non la fermi.

Stringere di più non servirà,

sentirai solo più dolore, e quando riaprirai la mano lei sarà andata.